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Insegnare a vivere di E. Morin

Foto reperita nel web

Titolo  Insegnare a vivere. Manifesto per cambiare l’educazione
  Autore/i  Edgar Morin (Autore) è Presidente dell’Associazione per il Pensiero Complesso, con sede a Parigi, e Presidente dell’Agenzia europea per la Cultura (UNESCO). Nel 2012 è stato insignito del Premio Scanno per la sociologia. Ha preso parte a movimenti anarchici, pacifisti e libertari e al Partito Comunista Francese, da cui è stato espulso nel 1951. Negli anni Cinquanta è stato ricercatore presso il C.N.R.S. (Centre national de la recherche scientifique) compiendo studi sul divismo, i giovani e la cultura di massa. Oggi è il direttore per la sezione scienze umane e sociali. Nel 1956 ha fondato la rivista «Arguments», trattando i temi politici centrali degli anni Cinquanta e Sessanta. Nel 1967, con Roland Barthes e Georges Friedmann, ha fondato la rivista «Communications», di cui è tuttora co-direttore. Nel 1969, un soggiorno al Salk Institut lo ha messo in contatto con la teoria dei sistemi che ha influenzato profondamente le sue ricerche epistemologiche.

Mauro Ceruti (Curatore) è Professore Ordinario presso l’Università IULM di Milano, direttore della PhD School for Communication Studies presso l’Università IULM di Milano., infine membro del Comitato scientifico del Gruppo di Riflessione sulle Industrie Creative Franco-Italiane dell’Osservatorio Francia-Italia Università IULM di Milano – Université Sorbonne Nouvelle.

Susanna Lazzari (Traduttrice)
  Casa Editrice  Cortina Raffaello, 115 p.
  Anno di pubblicazione  2015
  Costo  11 €
  Recensione   Breve descrizione
Sulle tracce di “La testa ben fatta” e “I sette saperi necessari all’educazione del futuro”, Edgar Morin auspica una riforma profonda dell’educazione, fondata sulla sua missione essenziale, che già Rousseau aveva individuato: insegnare a vivere. Si tratta di permettere a ciascuno di sviluppare al meglio la propria individualità e il legame con gli altri ma anche di prepararsi ad affrontare le molteplici incertezze e difficoltà del destino umano. Questo nuovo libro non si limita a ricapitolare le idee dei precedenti ma sviluppa tutto ciò che significa insegnare a vivere nel nostro tempo, che è anche quello di Internet, e nella nostra civiltà planetaria, nella quale ci sentiamo così spesso disarmati e strumentalizzati.

Giudizio personale (a cura di V. S.)
Questo testo non mente, è leale e sincero sin dalle premesse: è un manifesto, che ha l’obiettivo di scardinare i paradigmi ormai obsoleti di un’educazione scolastica ormai non più praticabile. L’autore non ripropone la filosofia di Rousseau, secondo cui insegnare è insegnare a vivere, ma ammette sin da subito che si può solo aiutare ad imparare a vivere attraverso esperienze, affrontando problemi, con aiuto genitori e insegnanti, e che vivere è un’avventura. La scuola e l’università insegnano solo alcune conoscenze, ma non la natura della conoscenza che porta in sé il rischio di errore e di illusione, in quanto in ogni traduzione o interpretazione c’è il rischio di essere preda dell’errore, basti pensare che ovunque si insegnano conoscenze, ma da nessuna parte si insegna che cos’è la conoscenza; da qui la necessità vitale di introdurre, dalle prime classi fino all’università, la conoscenza della conoscenza. Morin critica duramente la separazione dei saperi, la iperspecializzazione feroce, per cui lo studente e lo specialista perdono la visione d’insieme delle cose e delle questioni e si abbarbicano a una comprensione parziale e miope della realtà osservata. La formazione culturale dello studente dovrebbe riguardare non solo il raggiungimento di competenze professionali ma anche competenze esistenziali cioè “insegnare a legare i saperi alla vita”. Perché leggere questo manifesto? Perché è una lucida analisi di quanto viviamo aggi tra i banchi di scuola e di quanto tutto dovrebbe cambiare. Morin ci presenta in questo suo breve, ma notevole e brillante saggio, una sintesi delle idee più feconde e innovative del nostro tempo nel campo dell’educazione e della formazione. Egli mi conferma che sono sulla strada giusta quando promuovo il #sapereardere e mi applico alla pubblicazione dei post di questo blog: infatti non bisogna focalizzarsi solo sullo studio delle singole discipline, ma occorre impostare l’insegnamento nella prospettiva dello studio della condizione umana. L’insegnante è la chiave di volta di questo processo: deve saper comunicare la passione per lo studio, investire il proprio operato di eros platonico..

Voto: 10/10

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