La subordinata consecutiva in latino

La proposizione subordinata consecutiva esprime la conseguenza logica di ciò che è affermato nella proposizione reggente, e ne conclude il significato.

Es.:

Camminai tanto, che tornai a casa stanco morto.
La nebbia era così fitta, che si vedeva a mala pena.
Ero tanto commosso da non poter parlare.

La proposizione consecutiva può essere di forma:

esplicita con
nesso logico: così…che, tanto…che, in modo …che, talmente …che, ecc.
verbo di modo : indicativo.

implicita con
nesso logico: da ( meno usato di)
verbo di modo: infinito.

Nella forma esplicita il primo termine della congiunzione consecutiva ad esempio tanto…, appartiene alla proposizione reggente;
il secondo termine … che, appartiene alla subordinata consecutiva.
Nella forma implicita la preposizione da che introduce l’infinito è collegata agli avverbi così, tanto, talmente, ecc. della proposizione reggente.

In latino la proposizione consecutiva può essere così riassunta:

 

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Tabella dei principali complementi in italiano, latino e greco

Avere a che fare con la grammatica italiana è un dramma, figuriamoci con quella latina e greca. Cruccio di ogni studente di liceo classico o scientifico è avere a che fare con i complementi, che sono un vero e proprio inqubo.

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I complementi sono quelle parti del discorso che contribuiscono a dare un senso compiuto alla frase. Essi possono essere diretti e indiretti:

  • un complemento diretto è sempre verbale cioè dipende fa un verbo transitivo, e segue il verbo direttamente senza preposizione (quasi sempre). Il complemento oggetto è l’unico complemento diretto.                                                                                                 Es. Non ho ancora letto il libro di filosofia.
  • un complemento indiretto può essere verbale o nominale, è spesso introdotto da una preposizione ed ha diverse funzioni, di termine, di tempo, di luogo, di causa (verbali), di specificazione, materia (nominali).                                                                                        Es. Ieri ho telefonato alla mamma.

Vi proponiamo una tabella riassuntiva con una descrizione dei complementi in italiano e i corrispettivi in latino e greco, con la speranza che questo piccolo lavoro possa essere utile.

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A presto

La Prof.

Come fare un saggio breve

 

Il saggio breve si configura come testo di tipo argomentativo e informativo: l’autore affronta una particolare questione, dapprima presentandola in modo completo, poi esprimendo una tesi a riguardo, argomentandola a dovere. Per ovvie ragioni, l’elaborato non deve superare i limiti d’ampiezza imposti dalla prova di esame o dalle varie simulazioni.Dopo aver letto attentamente la consegna (l’insieme di tutte le prescrizioni) della prova d’esame in questione, è opportuno passare all’organizzazione delle fasi di lavoro.  Bisogna prestare particolare attenzione al tempo a disposizione e la lunghezza massima dell’elaborato.

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Vi offro uno schema sui passaggi essenziali per la composizione di un saggio breve:

III fase (Rifinitura)
– Rilettura e correzione dell’elaborato
– Stesura della copia da consegnare, con opportuni accorgimenti grafici
– Rilettura definitiva

Caratteristiche del saggio breve
– Individuare all’inizio il nocciolo del problema, intorno al quale organizzare tutte le informazioni
– Rigore espositivo e argomentativo: cercare di convincere il destinatario con argomentazioni coerenti, ben organizzate secondo i principi di evidenza e razionalità, facendo attenzione ai rapporti di causa-effetto. Spesso è bene ricorrere, in modo sintetico, all’esemplificazione e al confronto tra dati diversi tra loro, per arricchire l’elaborato
– Coesione testuale mediante l’uso di connettivi, fondamentali nei passaggi logici da un’argomentazione all’altra

I fase (Pre-scrittura o bozza)
– Lettura e analisi dell’argomento da trattare; in alcuni casi, laddove specificato, al candidato è consentito selezionare il tema tra quelli proposti
– Lettura e analisi della documentazione fornita insieme alla consegna: è fondamentale avere una buona conoscenza della questione per affrontare la traccia in modo coerente e completo
– Scelta della destinazione del testo, in base alle sue finalità (descrivere un fatto o un fenomeno e dimostrare o smentire una o più tesi a riguardo)
– Scelta del registro linguistico adeguato (formale = colto, burocratico, informativo; informale = colloquiale) a seconda del destinatario. Generalmente, in una prova d’esame, è richiesto un registro linguistico ‘colto’ o ‘informativo’
– Prima elaborazione di una o più tesi e scelta delle informazioni utili allo sviluppo della tesi (ricavabili dai documenti di supporto)
– Prima stesura della ‘scaletta’.

II fase (Scrittura vera e propria)
– Stesura dello svolgimento dell’elaborato, evidenziando tesi e antitesi
– Stesura dell’introduzione, presentando in breve il corpo del testo, costituito dallo svolgimento
– Stesura della conclusione, riassumendo i dati più significativi dell’intero elaborato
– Scelta del titolo da assegnare al testo complessivo;

III fase (Rifinitura)
– Rilettura e correzione dell’elaborato
– Stesura della copia da consegnare, con opportuni accorgimenti grafici
– Rilettura definitiva

Caratteristiche del saggio breve
– Individuare all’inizio il nocciolo del problema, intorno al quale organizzare tutte le informazioni
– Rigore espositivo e argomentativo: cercare di convincere il destinatario con argomentazioni coerenti, ben organizzate secondo i principi di evidenza e razionalità, facendo attenzione ai rapporti di causa-effetto. Spesso è bene ricorrere, in modo sintetico, all’esemplificazione e al confronto tra dati diversi tra loro, per arricchire l’elaborato
– Coesione testuale mediante l’uso di connettivi, fondamentali nei passaggi logici da un’argomentazione all’altra

Buon lavoro!