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Il gioco del “facciamo finta”

“Facciamo finta che sia vero quello che vi dico

ma è giusto essere per forza governati

siamo nelle mani del peggior stile di vita

nelle mani di insensati governanti

che si danno il turno

mentre navighiamo senza più comando”

Canta Celentano nell’album Facciamo finta che sia vero del 2011.

Cantare o solo accennare ad un motivetto con tali parole non è molto rassicurante. Ma perché non facciamo finta per un solo momento della nostra giornata di essere felici?

Domani svegliamoci un po’ prima del solito, poggiamo entrambi i piedi per terra in modo da sentire il freddo del pavimento gelato. Il freddo ci farà tremare e immediatamente programmiamo il nostro corpo  a reagire con un sorriso. 

Dirigiamoci nella doccia e laviamoci con cura, così da eliminare dal proprio corpo ogni tipo di preoccupazione e dopo esserci asciugati iniziamo a guardarci allo specchio. Facciamo finta di ritornare bambini ed iniziamo a giocare davanti allo specchio: smorfie e boccacce non dovranno mancare perché oggi vivendo la giornata del Facciamo Finta. 

Dopo averci preso un po’ in giro, è il caso di ritornare alla nostra realtà senza perdere lo spirito del gioco. Facciamo finta di andare a lavoro con l’animo di chi sa stupirsi. Iniziamo salutando chiunque incontriamo per la strada con un “buongiorno” non sussurrato né masticato, ma chiaro e distinto. Iniziamo a fare finta che le brutture che ci circondano non ci sono e cerchiamo piuttosto di gioire delle piccole cose. Cerchiamo di immaginarci mentre siamo in autobus, in metro o in treno, lì dove vorremmo essere e cominciamo a fantasticare per il tempo del viaggio.

Bene siamo arrivati a destinazione ed ora iniziamo a lavorare (chi lavora), iniziamo a cercare un lavoro o iniziamo a pensare un lavoro adatto a noi.

Ma una giornata così chi la sopporterebbe?

Piuttosto cerchiamo di applicare la legge della spazzatura di David J. Pollay. Secondo Pollay è necessario:

1) non accettare di essere il cestino della spazzatura degli altri;

2) scegliere di non usare gli altri come cestino della propria spazzatura;

3) smettere di rinvangare il passato e di temere il futuro;

4) evitare di farsi sopraffare dall’ira o dalla mancanza di tatto altrui;

5) focalizzarsi su ciò che si può controllare e smettere di sprecare energie su cui non si ha alcuna influenza;

6) contrastare la prepotenza e il fenomeno del bullismo;

7) migliorare le relazioni identificando chiaramente i meccanismi di “scarico” dello stress adottato;

8) ritrovare l’equilibrio dopo una malattia o una perdita;

9) aumentare la produttività, il rispetto e la cooperazione, creando una zona di “divieto di scarico” nel lavoro e a casa;

10) affrontare con coraggio la vita di tutti i giorni e gioire di ciò che si presenta spontaneamente.

Cerchiamo dunque di fare correttamente la raccolta differenziata almeno dentro di noi, per poi fare finta di essere felici c’è tutta la vita davanti.

Mi dicono che
“Il Mondo intero e tutte le creature saranno davvero per te un libro aperto e una Bibbia vivente in cui potrai studiare la scienza di Dio, senza aver ricevuto precedentemente alcuna istruzione  e da cui potrai imparare quale è la sua volontà.” 
Sebatian Frank

Post pubblicato martedì 30 settembre 2014 su Mi dicono che (blogspot)

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