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Philosophia ludens

Foto reperita nel web

Titolo    Philosophia ludens
240 attività per giocare in classe con la storia della filosofia
  Autore/i  Annalisa Caputo è Professoressa di seconda fascia di Filosofia teoretica (M/FIL-01), insegna (dal 2004) “Linguaggi della filosofia” presso il Corso di Laurea Triennale in Filosofia dell’Università degli Studi di Bari (Dipartimento di Studi umanistici – DISUM), e (dal 2016) “Didattica della filosofia” nella Laurea Magistrale. Nel 2013 ha ottenuto l’Abilitazione scientifica nazionale (tornata
2012) anche nell’area di Estetica e Filosofia dei linguaggi (11/C/4).
È fondatrice e direttrice della rivista internazionale (on-line, open access, peer review) “Logoi.ph” e dal 2015 è segretaria della Società italiana di Filosofia teoretica.

con la collaborazione di A. Mercante e R. Baldassarra
  Casa Editrice    Edizioni Meridiana – 191 p.
  Anno di pubblicazione    2011
  Costo    24 euro
  Recensione   
Breve descrizione
Cos’è un “gioco filosofico”? È innanzitutto un gioco delle parti, dove pensare col pensiero di Talete, Anassimandro, Platone ecc., e vedere il mondo con i loro occhi, con le loro categorie, si trasforma in partecipazione alla loro filosofia. Perché un conto è sapere che un certo giorno Talete disse qualcosa intorno alla natura del mondo e, magari, saper spiegare con intelligenza perché Talete pensò in quel modo. Un altro conto è provare a mettersi nei panni di Talete e chiedersi “com’è fatto il mondo”? Giocare a pensare con la propria testa, questa è una rivoluzione. Piccola o grande, lo stabilirà il lettore dopo aver percorso questo itinerario filosofico sorprendente, concepito come supporto creativo ma concreto, per sperimentare in classe una didattica ludico-creativa. Una sola avvertenza: questo testo va usato insieme, e non in alternativa, agli strumenti tradizionali (lezione frontale, interrogazione, studio del manuale, lettura di classici, ecc.), per creare percorsi curricolari di filosofia. Infatti, giochi, ampiamente sperimentati, sono presentati come dinamiche a squadre, pensate per vivere in maniera divertente (ma anche rigorosa) il dialogo con i pensatori del passato, con le loro proposte e letture della vita, con i loro scritti: finestre aperte sulla realtà, squarci di mondo, visioni del possibile. Nella consapevolezza che ogni filosofia ha qualcosa da insegnarci e che nessuna può avere la pretesa di esaurire la visione del tutto.

Giudizio personale (a cura di Valentina Spacagna)
Ho letto più volte la monografia e la consulto ogni volta che voglio proporre qualche attività originale in classe. Essa è una traccia,, un solco da seguire, ma non vi nascondo che dieci anni dalla pubblicazione si sentono e alcune attività risultano obsolete. Mancano riferimenti metodologici e al gruppo classe, mancano attività inclusive e il coinvolgimento di studenti Bes e DSA ma queste defezioni vengono superate dalla qualità delle attività, che possono essere sempre modificate e adattate a seconda delle esigenze. Ad ogni modo la monografia è un valido strumento per chi vuole progettare e programmare le nuove attività didattiche.

Voto: 7/10

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