Possibilità – Wislawa Szymborska

Foto di Arek Socha da Pixabay

Arricchiamo la categoria Poesie filosofiche e analizziamo un’altra poesia che ci catapulta nella nostra dimensione esistenziale Possibilità di Wislawa Szymborska.

Possibilità

Preferisco il cinema.
Preferisco i gatti.
Preferisco le querce sul fiume Warta.
Preferisco Dickens a Dostoevskij.
Preferisco me che vuol bene alla gente
a me che ama l’umanità.
Preferisco avere sottomano ago e filo.
Preferisco il colore verde.
Preferisco non affermare
che l’intelletto ha la colpa su tutto.
Preferisco le eccezioni.
Preferisco uscire prima.
Preferisco parlar d’altro coi medici.
Preferisco le vecchie illustrazioni a tratteggio.
Preferisco il ridicolo di scrivere poesie
al ridicolo di non scriverne.
Preferisco in amore gli anniversari non tondi,
da festeggiare ogni giorno.
Preferisco i moralisti,
che non mi promettono nulla.
Preferisco una bontà avveduta a una credulona.
Preferisco la terra in borghese.
Preferisco i paesi conquistati a quelli conquistatori.
Preferisco avere delle riserve.
Preferisco l’inferno del caos all’inferno dell’ordine.
Preferisco le favole dei Grimm alle prime pagine.
Preferisco foglie senza fiori che fiori senza foglie.
Preferisco i cani con la coda non tagliata.
Preferisco gli occhi chiari, perché li ho scuri.
Preferisco i cassetti.
Preferisco molte cose che qui non ho menzionato
a molte pure qui non menzionate.
Preferisco gli zeri alla rinfusa
che non allineati in una cifra.
Preferisco il tempo degli insetti a quello siderale.
Preferisco toccar ferro.
Preferisco non chiedere per quanto ancora e quando.
Preferisco considerare persino la possibilità
che l’essere abbia una sua ragione.

Noi scegliamo, scegliamo chi essere e scegliamo cosa pensare, chi chiamare, chi amare. Noi siamo fatti di possibilità, nonostante qualcuno pensi che ci sia anche un disegno prestabilito. Wislawa Szymborska, la più importante poetessa polacca degli ultimi anni e vincitrice del Nobel nel ’96, parla delle nostre scelte e ne parla come se ci avesse davanti, come se fosse un’amica di vecchia data e sa che ci deve dire la verità. La poesia è un elenco dei suoi gesti, momenti, persone e oggetti che in qualche modo ha scelto: un passatempo (il cinema), un animale (i gatti), un colore (il verde), momenti (uscire prima), dialoghi (parlare d’altro con i medici) ecc. Secondo la poetessa l’essere passa attraverso le nostre scelte, si definisce attraverso queste. E così, dopo quest’elenco, Szymborska arriva alla conclusione che “essere” qualcosa, qualcuno, nella vita, ha una sua ragione. Noi continuiamo a scegliere, nel caos e nelle difficoltà. Noi continuiamo a preferire qualcosa rispetto ad altro e, questo, ci rende persone. Questo ci rende liberi.

I riferimenti filosofici sono notevoli: Kierkegaard e gli sviluppi novecenteschi dell’esistenzialismo. Ma fermiamoci un attimo, quale è la domanda fondamentale dell’essere umano? La domanda che ci poniamo continuamente è quale è il mio destino?

Secondo Kierkegaard vivere significa innanzitutto comprendere ciò che si è chiamati a fare, e scegliere tra infinite possibilità, quale esistenza si vuole condurre. A ciò serve la conoscenza: essa non ha alcun valore se non possiede un significato per l’individuo, se non è cruciale per determinare il senso e la direzione del suo cammino. Per questo preferisco …

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