La trascendenza dell’addio

Non so perché, ma credo di aver detto poche volte nella mia vita addio. E aggiungo: per fortuna. Non dico addio per non tradire la mia natura di pietra granitica per gli altri. Ci sono sempre anche quando la quarantena risulta uno specchio che deforma la realtà, uno di quelli che sono nei labirinti che ti rimbalzano immagini deformi e distorte.

Mi sento come un tipico giorno di quarantena dove le pareti sembrano più strette e sembrano muoversi un po’ alla volta in modo da schiacciarti e unica sola possibilità di salvezza è non pensare. Staccare l’elettricità celebrale e stare lì immobili con il proprio unico sentire.

E quel sentire ti fa scoprire le assenze, le mancanze, le speranze. E quel sentire ti salva e ti fa sorridere da sola, mentre fai cose varie ed eventuali. Quel sentire ti dà l’opportunità di comprendere che l’altro mi altera e muta, in uno scambio reciproco. La domanda chi sei tu è inevitabilmente intrecciata con l’altra, chi sono io. Questo non è il momento delle domande e di porsi problemi, nessuno ha la capacità di sopportare tutto questo.

Forse adesso devo solo imparare a gestire le forze, quelle poche che ho per poter combattere e allora l’unica cosa che posso fare è guardare fuori dalla finestra e sentirmi libera.

Vorrei essere libera, priva di condizionamenti sociali, che non si trovano nelle capitali, nelle metropoli perché nessuno sa chi sei. Vorrei che la mia felicità non condizionasse la sofferenza di chi mi circonda, vorrei anche un mondo senza virus, ma non si può ottenere tutto.

E poi capita questo:

“Prof la ringrazio per la fiducia che mi ha dato nei voti di fine anno, (…), è stata una bella esperienza averla come professoressa, mi ha fatto appassionare alla filosofia come non mai”.

“Qualcosa di speciale ce l’hai di sicuro, perché al tuo confronto Mezzogiorno di fuoco di Fred Zinnemann diventa Una giornata uggiosa di Lucio Battisti, e non è una sviolinata, è esattamente quello che penso, come credo sia quello che pensino tanti altri”.

Fumo l’ultima sigaretta e raccolgo le forze, domani mattina prenderò in mano il mio destino e … trascendo nell’addio.

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