Totò professore di storia:

Quanti di voi vorrebbero imparare gli argomenti assegnati dai professori attraverso l’arte della commedia italiana? Pochi se non conoscete il grande Totò, molti se conoscono almeno uno dei film del grande Principe Antonio de Curtis.

Totò nasce il 15 febbraio 1898 nel rione Sanità come Antonio Clemente,sua madre nel 1921 sposa Giuseppe de Curtis dalla cui relazione era nato Antonio,nel 1928 il de Curtis riconosce Antonio come suo figlio,nel 1933 il marchese Antonio de Curtis viene adottato dal marchese Francesco Gagliardi Foccas,e nel 1946 il tribunale di Napoli gli riconosce il diritto a fregiarsi dei nomi e dei titoli.  401px-TotòbambinoConfessa alla madre il suo desiderio di diventare attore, ma visto che la donna non vede di buon occhio questa “professione” decide di farsi prete. Incomincia naturalmente come chirichetto ma quando finalmente il prete della parrocchia di San Vincenzo decide che per la messa sarà proprio lui Totò ad aiutarlo sull’altare per l’emozione dimentica le battute in latino, e oltre ai rimproveri del prete si prende anche qualche ceffone dalla madre. Non terminò mai gli studi e all’età di 14 anni andò a fare l’aiutante di mastro Alfonso, pittore di appartamenti, ma anche in questo lavoro non durò molto.

Conosce il sesso, anzi glielo fanno conoscere i suoi amici che lo portano da Carmela, una prostituta non certo in tenera età. La donna e’ una specie di istituzione, tutti i ragazzi per diventare uomini passano da Carmela, ma questa sua prima esperienza sessuale gli lascia un brutto segno, ben presto si accorge di aver contratto la gonorrea (lo scolo) ha paura di dirlo alla madre così confessa il “fattaccio” allo zio Federico (il fratello della madre), che non solo non ne sembrò stupito ma lo aiutò a curarsi. Anche la madre quando venne a sapere del fattaccio con Carmela non se ne stupì più di tanto, ma il suo ruolo di madre le imponeva un comportamento diverso, cominciò a inveire contro Totò: quelle cose portano alla rovina e all’inferno. Il passaggio dai poveri salotti di quartiere ai scalcinati teatrini della zona della ferrovia fu quasi automatico, inzia così a esibirsi con lo pseudonimo di “Clerment” per una paga giornaliera di una lira e ottanta centesimi . Ma questa sua passione ancora una volta non era vista di buon grado dalla madre fu così che Totò all’età di 17 anni decide di arruolarsi nell’esercito. Presentatosi al Distretto Militare di Napoli viene assegnato al XXII Reggimento di Pisa, ma ben presto resosi conto che la vita militare non fa per lui diventa uno specialista nel marcare visita inventandosi di volta in volta i malanni più disparati. toto_1Dopo qualche settimana viene trasferito al 182° Battaglione di fanteria destinato ad andare in Francia. Ma prima della partenza per il fronte il comandante del battaglione li avverte che coabiteranno insieme ad un reparto di soldati marocchini e li mette in guardia sulle loro strane abitudini sessuali. Totò è terrorizzato e alla stazione di Alessandria si inventa un attacco epilettico così perfetto da essere ricoverato all’ospedale militare e da lì passerà all’88 Reggimento di stanza a Livorno. Fu proprio durante questo periodo che coniò un motto destinato a diventare celebre:”siamo uomini o caporali?” ,incontrò infatti sulla sua strada un caporale,ignorante e pretestuoso,che lo costringeva ai compiti più umili.
Una volta congedato Totò tornò nella sua Napoli.

La sua carriera teatrale e cinematografica fu avventurosa e noi nonfoto10 faccio altro che prenderla in considerazione per imparare la storia. Infatti con la commedia teatrale Con un palmo di naso Totò finalmente poteva mettersi nei panni di Mussolini e di Hitler. La nuova rivista di Galdieri, debutta al Valle il 26 giugno 1944 e Roma è stata liberata solo da una ventina di giorni e nel nuovo clima lo spettacolo non esita ad affrontare temi di attualità. La rivista ritorna alla vocazione satirica soprattutto nei confronti della politica e dei suoi uomini più rappresentativi.

Totò rifà Pinocchio, un burattino affamato in cerca di cibo, ma in tutte le scatole che trova c’è scritto «Only for Allied Forces». Da una scatola esce la Libertà. «Ah! Libertà in scatola», sospira il burattino.
In un altro quadro Pinocchio-Mussolini incontra Salomè e le dice che ha fatto tutto per il suo bene. Ma lei replica: «Se mi volevi bene veramente / dovevi agire un po’ più seriamente / dovevi fare meno profezie / dovevi dire meno fesserie / dovevi smascherare quei pagliacci / pensare più ai fagiuoli che ai Petacci».

Pinocchio le risponde: «Se mi volevi bene in quei momenti / non mi dovevi fare i monumenti. / E senza aver timor dei miei scherani / non mi dovevi battere le mani. / La cartolina rossa dTotò-Magnani-Castellani.jpgi adunata / dovevi rimandarmela stracciata. / Dovevi fare almeno sol la mossa / d’organizzar uno straccio di sommossa. / Quand’io pontificavo dal balcone / dovevi farmi almeno un pernacchione. / Quand’io facevo tutto a m
io piacere / dovevi darmi un calcio nel sedere». Nella rivista Totò fa anche una strepitosa caricatura di Hitler, che sembra tolta di peso da un album di George Grosz. Se Mussolini è diventato semplicemente Pinocchio che parla con la voce tagliente del salvatore della patria, Hitler, oltre ai famigerati baffetti e il ciuffo spiaccicato sulla fronte, ha una bella gobba sotto cui pare soccombere.

 

Per esempio, il titolo “Che ti sei messo in testa?” fu imposto dai censori, mentro quello originale era “Che si sono messi in testa?”, con allusione alla pretesa nazifascista di tenere soggiogati interi popoli e di conquistare il dominio sul mondo. Durante una replica dello spettacolo, sparsasi la notizia che Hitler aveva subìto ed era scampato all’ennesimo attentato (in tutto furono una ventina), Totò, che recitava sempre adattando il copione alle notizie fresche, attraversò la scena durante uno dei tanti numeri con un paio di baffetti da führer, il ciuffo incerottato e, zoppicando vistosamente, scomparve subito dietro le quinte tra le risate del pubblico sorpreso. Quella sera stessa fu avvisato che i tedeschi si preparavano ad arrestarlo e così se ne scappò a Valmontone.teatro6.jpg
Ma si prese la rivincita poco tempo dopo, nella Capitale appena liberata quando in “Con un palmo di naso” potè finalmente sfogarsi interpretando Hitler e il Duce. In una gag della pièce, Totò impersonava Mussolini vestito da Pinocchio mentre la Magnani, vestita da Salomè, era l’Italia. E se il Paese rimproverava al suo dittatore di aver fatto fesserie e solo i fatti suoi e di averlo consegnato agli invasori nazisti, Pinocchio-Mussolini rimproverava alla Salomé-Italia di essere stata troppo adulatrice e accondiscendente nei suoi confronti e non aver avuto coraggio di criticare e di opporsi allo scempio del fascismo.