La melanconia ai tempi dei lumi

Il libro “La melanconia ai tempi dei lumi“, scritto dal professore di Filosofia della Storia Enzo Cocco, muove dall’assunto che nel XVIII secolo francese la melanconia sia la faccia in ombra della felicità, che bonheur e mélancolie,  siano legate (come ricorda Platone nell’esordio del Fedone) “a un unico capo”.

La melaconia ai secoli dei lumi_ Bonheur

Nell’età dei lumi (sottolinea l’autore) la melanconia è termine che racchiude in sé molteplici significati. Essa è espressione del mal di vivere (espressione coniata da Maupertuis nel suo Essai de philosophie morale). Essa si presenta come “la privazione di un bene una volta posseduto”: in altri termini come una mancanza,  tra un passato (“cui si sa che bisogna rinunciare per sempre”) e un futuro che si avverte incerto e lontano dall’attesa e dalla speranza. La melanconia nell’età dei lumi_i significati del temine melanconia e La melanconia nell’età dei lumi_ la nera melanconia. “Raffigurata in forme molteplici, la melanconia dell’età dei lumi (come ricorda Saint-Lambert con la voce mélancolie dell’Encyclopédie di Diderot) è capace di offrire all’uomo un sentimento dolce della sua esistenza, che lo sottrae al turbamento delle passioni e “lascia assaporare i piaceri delicati dell’anima e dei sensi”. Questa immagine ambigua (non univoca) della melanconia settecentesca è presentata nel volume attraverso la descrizione delle sue molteplici forme (mélancolie noire, spleen, vapeurs, mélancolie douce), che rivelano la costitutiva ambivalenza della melanconia occidentale, causa, contemporaneamente, “di follia e genialità, di dolore e d’inatteso piacere”. È un libro appassionante, dunque, che unisce alla lettura attenta e scrupolosa dei testi una forma di particolare intelligenza nell’interpretazione di essi. L’autore, Enzo Cocco, non è uno di quei settecentisti eruditi e un po’ noiosi (benché preziosi per il loro lavoro). È un settecentista, uno studioso di filosofia anche del Settecento, che dal mondo contemporaneo (dai suoi problemi, dalle sue ansie, dalle sue angosce) trae una singolare capacità di leggere i testi e d’intuirne i più nascosti percorsi.” commenta Francesco De Sio Lazzari, in una breve recensione.

Vi suggeriamo la lettura di questo testo se siete appassionati di filosofia illuministica e se siete interessati a conoscere il mondo francese del ‘700 accompagnati passo dopo passo dalla prosa semplice e ritmica dell’autore, comprensibile anche dai non addetti ai lavori.cop.jpg
Campo: Filosofia Storia della filosofia occidentale Dal 1600 al 1900

Cocco Enzo – La melanconia nell’età dei lumi.
Prezzo: € 14,00

Data di pubblicazione: 2012
Editore: Mimesis

 

Come fare un saggio breve

 

Il saggio breve si configura come testo di tipo argomentativo e informativo: l’autore affronta una particolare questione, dapprima presentandola in modo completo, poi esprimendo una tesi a riguardo, argomentandola a dovere. Per ovvie ragioni, l’elaborato non deve superare i limiti d’ampiezza imposti dalla prova di esame o dalle varie simulazioni.Dopo aver letto attentamente la consegna (l’insieme di tutte le prescrizioni) della prova d’esame in questione, è opportuno passare all’organizzazione delle fasi di lavoro.  Bisogna prestare particolare attenzione al tempo a disposizione e la lunghezza massima dell’elaborato.

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Vi offro uno schema sui passaggi essenziali per la composizione di un saggio breve:

III fase (Rifinitura)
– Rilettura e correzione dell’elaborato
– Stesura della copia da consegnare, con opportuni accorgimenti grafici
– Rilettura definitiva

Caratteristiche del saggio breve
– Individuare all’inizio il nocciolo del problema, intorno al quale organizzare tutte le informazioni
– Rigore espositivo e argomentativo: cercare di convincere il destinatario con argomentazioni coerenti, ben organizzate secondo i principi di evidenza e razionalità, facendo attenzione ai rapporti di causa-effetto. Spesso è bene ricorrere, in modo sintetico, all’esemplificazione e al confronto tra dati diversi tra loro, per arricchire l’elaborato
– Coesione testuale mediante l’uso di connettivi, fondamentali nei passaggi logici da un’argomentazione all’altra

I fase (Pre-scrittura o bozza)
– Lettura e analisi dell’argomento da trattare; in alcuni casi, laddove specificato, al candidato è consentito selezionare il tema tra quelli proposti
– Lettura e analisi della documentazione fornita insieme alla consegna: è fondamentale avere una buona conoscenza della questione per affrontare la traccia in modo coerente e completo
– Scelta della destinazione del testo, in base alle sue finalità (descrivere un fatto o un fenomeno e dimostrare o smentire una o più tesi a riguardo)
– Scelta del registro linguistico adeguato (formale = colto, burocratico, informativo; informale = colloquiale) a seconda del destinatario. Generalmente, in una prova d’esame, è richiesto un registro linguistico ‘colto’ o ‘informativo’
– Prima elaborazione di una o più tesi e scelta delle informazioni utili allo sviluppo della tesi (ricavabili dai documenti di supporto)
– Prima stesura della ‘scaletta’.

II fase (Scrittura vera e propria)
– Stesura dello svolgimento dell’elaborato, evidenziando tesi e antitesi
– Stesura dell’introduzione, presentando in breve il corpo del testo, costituito dallo svolgimento
– Stesura della conclusione, riassumendo i dati più significativi dell’intero elaborato
– Scelta del titolo da assegnare al testo complessivo;

III fase (Rifinitura)
– Rilettura e correzione dell’elaborato
– Stesura della copia da consegnare, con opportuni accorgimenti grafici
– Rilettura definitiva

Caratteristiche del saggio breve
– Individuare all’inizio il nocciolo del problema, intorno al quale organizzare tutte le informazioni
– Rigore espositivo e argomentativo: cercare di convincere il destinatario con argomentazioni coerenti, ben organizzate secondo i principi di evidenza e razionalità, facendo attenzione ai rapporti di causa-effetto. Spesso è bene ricorrere, in modo sintetico, all’esemplificazione e al confronto tra dati diversi tra loro, per arricchire l’elaborato
– Coesione testuale mediante l’uso di connettivi, fondamentali nei passaggi logici da un’argomentazione all’altra

Buon lavoro!

Come tradurre una versione di greco

Perché studiare il greco? Perché studiare una lingua morta che potrà essere un vero e proprio incubo se non capita?

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L’insegnamento del latino e greco negli altri paesi.

Non posso dare una risposta universale a queste domande, ma posso dirvi quanto sia importante conoscere almeno una lingua antica per un sol motivo: lo studio di una lingua antica vi obbliga a conoscere la vostra lingua.

Per gli studenti del Liceo classico tradurre risulta un esercizio costante, ma chi non sa tradurre come potrà superare l’ostacolo.

Vi fornisco una piccola guida metodologica che può esservi utile e vi auguro: Buona traduzione!

Come Tradurre una Versione di Greco